Turismo Culturale: Storia

Amaseno: Castrum Sancti Laurentii de Valle

Amaseno, già San Lorenzo fino all’anno 1872, ridente cittadina adagiata sulla verde valle dell’Amaseno abbracciata dai Lepini e dagli Ausoni, offre al visitatore tutto l’orgoglio della sua ricca storia medievale con i suoi edifici di pregevole fattura artistica e architettonica.

Prende il nome dall’omonimo fiume che, nascendo dalla valle, trova la sua foce nel mar Tirreno a Terracina.

Il Centro storico è caratterizzato da una cinta di mura turrite con cinque porte di accesso, Porta S. Maria, Porta del Caùto, Porta del Colle, Porta di Marco Testa, Porta Nova e da un dedalo di vicoli sui quali si affacciano portoni dai fini portali, caratteristiche cimase e slarghi con all’estremità le chiese di S. Maria e di S. Pietro e Paolo con il castello “Rocca Castri” che, imponente, fa bella mostra di sé sulla parte più alta della collina. I resti originari della muratura ne daterebbero la costruzione al XIII secolo ca.

La rocca e gli edifici che gravitano attorno al suo perimetro costituiscono una sorta di cittadella a se stante, che con le sue forme massicce e la piccola torretta che domina il corpo di fabbrica principale, conserva la sua impostazione originaria.

Scendendo per gli stretti vicoli l’occhio è catturato da edifici che raccontano la storia di questo paese con le loro bifore, gli archi ogivali, i portoni con stemmi e fregi.

La pietra modellata dalle mani esperte degli scalpellini locali, narra l’abilità e il buon gusto della gente di Amaseno.

In Piazza della Vittoria, alla quale si può accedere da piazza XI Febbraio attraverso Porta S. Maria, si trova la Collegiata Santa Maria Assunta, monumento di rara bellezza medievale, che conserva al suo interno molti tesori d'arte. E’ stata edificata da monaci cistercensi provenienti dalla Francia e consacrata l’8 settembre del 1177: la cronaca  dell’evento è raccontata in due preziose pergamene in latino e volgare.

La pietra calcarea locale con la quale è costruita, le colonne, gli archi ogivali e i superbi capitelli sapientemente lavorati da artefici locali sotto la direzione di valenti architetti, avvolgono il visitatore proiettandolo in un contesto solenne e austero, capace di raccontare la vita di quei monaci, instancabili cercatori di Dio e del suo mistero.

La luce che filtra dalle strette finestre definisce gli spazi, stimola la ricerca delle forme e accompagna la meditazione, spingendo verso la necessaria ricerca del sacro, che in questo luogo si fonde col prodigioso.

Dal 1177, infatti, la Chiesa custodisce un tesoro di inestimabile valore: un’ampolla romana contenente la preziosa Reliquia del Sangue del Martire Lorenzo, Diacono romano Patrono di Amaseno,  che ogni anno, fin dagli inizi del 1600, in occasione della ricorrenza della sua festa il 10 agosto, si liquefà improvvisamente, destando nei pellegrini e nei cittadini stupore e meraviglia. Un evento prodigioso che sfugge alle leggi della natura e che manifesta un intervento non riconducibile ad azioni umane. Un solenne reliquiario argenteo di scuola berniniana corona e protegge questa insigne reliquia.

 La Collegiata custodisce, altresì, un sublime pulpito in pietra scolpita realizzato nel 1291, attribuito a Giovanni figlio di Nicola Pisano e ultimato dalla famiglia Gullimari, un magnifico coro ligneo del 1769 di Fioravante Frettazzi di Guardino e ancora affreschi della metà del XIII secolo, un Cristo ligneo deposto del XIII secolo e tante altre opere che lasciano esterrefatti per il valore  artistico e la loro pregevole fattura.

Il primo studioso che scrisse la storia di Amaseno e ne illustrò i suoi pregevoli monumenti fu Giuseppe Tomassetti, noto archeologo e storico di Roma (1848-1911), che ne ebbe l'incarico dagli Ecc.mi Mons. Diomede e Agapito Panici.

Amaseno è uno dei più vasti tra i 91 comuni della provincia di Frosinone. Il suo territorio, infatti, con le pianure, le colline e le montagne, raggiunge un’estensione di 77 kmq. Una passeggiata, rinfrancante per gli occhi e per l’anima è quella sui monti dalle groppe arrotondate, riuniti a gruppi e con valli minori che vanno dai 700 mt. fino ai 1090 mt. con la punta di Monte delle Fate, dove tra freschi boschi e aride scarpate si giunge in luoghi davvero ameni quali gli altipiani di Burano, Buranello, San Benedetto e Arcioni.

Su  uno di questi colli, a pochi chilometri dal centro abitato e dominante la valle dell’Amaseno, sorge il “Santuario dell’Auricola”, eretto dai monaci benedettini nel XIII° secolo e restaurato nel 1897 dall’architetto Waldis secondo lo stile neo-romanico. L’antica santuario si trova menzionato nei registri di papa Onorio III agli anni 1203 – 1215 – 1223, che testimoniano quanto fosse ricco e fiorente in quegli anni.

L'Auricola è sacra alla Vergine, venerata con il titolo «Del Perpetuo Soccorso».

Amaseno è famosa fin dall’antichità anche per le numerose sorgenti di acqua potabile. Se ne contano oltre 30, che sgorgano nel suo territorio.
Le più note sono la fonte Donchei, le cui acque hanno proprietà diuretiche, la fonte degli Schiavoni, caratterizzata da  curioso fenomeno di intermittenza del flusso delle acque, la Fontana di Capo d’Acqua con la sua  risorgenza di  formazione carsica e la Fontana Grande che alimenta l’acquedotto pubblico.

Le sorgenti incrementano il flusso delle acque del fiume Amaseno, che Virgilio chiama “Amasene pater” e  Amasenus abundans  (En. VII, 685; XI, 547) quando descrive la fuga di Metabo e di sua figlia Camilla.

Lungo il fiume, in località Selvina, è possibile ammirare i resti di un ponte romano del 300 a.C., denominato “Sant’Aneglio”, che sorge vicino ai resti di costruzioni romane ed composto da un arcata a tutto sesto e munito di frangiacqua all'altezza delle fondamenta poggianti su solida roccia.

Popolo accogliente, quello di Amaseno, tanto da essere citato dal dialettologo e filologo Carlo Vignoli (Castro dei Volsci 1878 - Roma 1938) che lo descriveva così: "... Amaseno ha qualcosa di caratteristico che lo distingue dagli altri paesi del Lazio e i visitatori ne serbano grata memoria non solo per le bellezze naturali e artistiche .....ma anche per la cordialità degli abitanti, che sono ospitali, di umore gaio e socievoli ...".

Molto diffuso è l’allevamento bufalino che ha reso Amaseno uno dei centri più importanti del settore.

Dal latte proveniente dagli allevamenti di questo territorio incontaminato, le cui bufale sono indenni da malattie, si produce LA MOZZARELLA di Bufala che insieme agli altri prodotti della filiera si sta imponendo sempre di più sui mercati locali e nazionali per l’ottima qualità e salubrità.

Non è da meno l’olio che viene prodotto dagli antichi uliveti che con le loro chiome argentee colorano tutto il territorio, incorniciati dalle stupende “macere”, i tipici muri di pietra a secco, figli della fatica e dell’abilità di questa laboriosa comunità.