Turismo Culturale: Reliquia di San Lorenzo

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Liquefazione della Prodigiosa Reliquia del Sangue di San Lorenzo

Amaseno possiede un tesoro prezioso e unico che è presente nella Collegiata di Santa Maria Assunta fin dal 1177, la prodigiosa Reliquia del Sangue di San Lorenzo Martire.

Nell'atto di   di consacrazione, una pergamena in Latino e una in Italiano volgare,  oltre le informazioni inerenti l’evento della consacrazione della chiesa, 8 settembre 1177, c’è una lista di reliquie presenti nella chiesa in quel giorno solenne. Tra queste è menzionata una particolare reliquia definita in latino “de pinguedine s. Laurentii Martyris” e in volgare “delle grassecze de santu Laurentiu martiru”. Si tratta di una fiala in vetro contenente una sostanza all’apparenza di colore bruno allo stato solido.  Nel corso dei secoli, l’ampolla del sangue di San Lorenzo è stata custodita in diversi luoghi. In una stanza laterale della chiesa vi è un imponente e artistico armadio, costruito all’inizio del 1700, con quattro ante. Una parte di questo armadio, contiene gli arredi sacri, un’altra parte, decorato finemente, quasi a costituire una piccola cappellina, era dedicato alla custodia delle reliquie. Non si conosce  prima di questa data né il luogo dove era conservata l’ampolla del sangue di san Lorenzo, né il modo. 

Fino agli inizi del 1600 non si hanno particolari notizie di questa reliquia quando viene notato con stupore che quel prezioso contenuto, nella ricorrenza della festa del santo Martire il 10 agosto, passa spontaneamente dallo stato solido e compatto allo stato liquido. Come ricordano alcuni storici, «uomini di provata fede» (è da pensare che si tratti dell’allora vescovo di Ferentino e del Principe Colonna, feudatario di Amaseno), informarono il papa Paolo V, allora regnante (1605-1621), il quale rimase ammirato dal «portento del Martire» e volle per sé alcune gocce di «questo prodigioso sangue» da conservare tra le atre reliquie dei santi nel sacrario della cappella da lui eretta presso la Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.

Il fatto prodigioso sicuramente creò notevole e interesse tanto che il cardinale Girolamo Colonna (1604-1666), signore di queste terre, fece racchiudere questa preziosa ampolla in un reliquiario d’argento. Molto probabilmente si tratta del magnifico reliquiario attribuito alla scuola del grande artista Gian Lorenzo Bernini, dove attualmente  è conservata l’ampolla del sangue del santo.

Questa massa, che durante l’anno appare in forma solida e di colore rosso scuro, durante la festa del 10 di agosto di ogni anno, si liquefa assumendo un bellissimo colore rosso vivo. Tale prodigio si ripete puntualmente ogni anno nei giorni a ridosso della festa del santo fin dagli inizi del 1600. C’è da dire che nel 1649 Paolo Aringhi (1610-Roma-1676) dell’Oratorio di san Filippo Neri, scrittore e archeologo, incaricato dal cardinale Girolamo Colonna, fu testimone di una liquefazione che egli riporta nel suo scritto Roma subterranea novissima in qua post Antonium Bosium antesignanum, Joannem Severanum, Congr. Oratorii Presb., et celebres alios scriptores, antiqua Christianorum et precipue Martyrum Coemeteria illustrantur, Romae, 1651. 

Ogni anno, dunque, nella ricorrenza della festa di San Lorenzo, il 10 agosto, si rinnova puntualmente questo fenomeno prodigioso, in modo spontaneo senza ricorso a movimenti dell’ampolla provocati manualmente. In genere la massa impiega circa nove giorni per raggiungere il massimo grado della liquefazione, fino a raggiungere una fluida consistenza che permette al liquido di muoversi liberamente nell’ampolla se questa viene appena scossa. Allo stato liquido la sostanza appare fluida e trasparente alla luce, cosa impossibile quando è allo stato solido, lasciando chiaramente vedere un deposito sul fondo di terra e cenere, e un pezzo di pelle che galleggia liberamente in esso.

Questo fatto prodigioso si è verificato anche in altri periodi dell’anno in particolari occasioni sia nella chiesa si santa Maria Assunta dove e è custodita: 1754/1759 in occasione della visita del Vescovo diocesano Pier Paolo Tosi; 3 ottobre 1954 davanti al Vescovo diocesano Tommaso Leonetti; 1 settembre 2001 alla presenza di un pellegrinaggio di San Lorenzello (Bn);  sia in occasione di pellegrinaggi della reliquia: 15-21ottobre 1967 a Firenze (il sangue si è liquefatto due volte); 21-28 settembre 1969 a Milano (il sangue rimase sciolto per tutta la settimana).

In occasione del pellegrinaggio a Malta nella cittadina di San Lawrenz nell'isola di Gozo il 24 e 25 luglio 2014.

C’è da dire che in questi casi la liquefazione avviene in  modo improvviso e spontaneo.

Oltre al prodigio annuale della liquefazione c’è da annotare che la cosa che lascia maggiormente stupiti è che la sommità dell’ampolla di vetro presenta una decisa rottura con la mancanza di una scheggia vitrea dell’orlo. La fiala è chiusa semplicemente da un tappo con della garza, e relativi sigilli in ceralacca. La frattura non impedisce la chiusura ermetica del contenitore permettendo così uno scambio gassoso tra l’esterno e l’interno della fiala, e tuttavia il materiale che è contenuto all’interno non subisce corruzione.                                                          

(Le informazioni sono tratte dal sito sanlorenzo)